PROPOSTE DI ISTITUZIONE AREE DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO

(A.R.E.) “Schiaccianoci” (Comune di Ferrara)


























RELAZIONE CONOSCITIVA SUGLI ELEMENTI DI INTERESSE NATURALISTICO*

Nell'immagine qui sotto è visibile un'inquadratura generale della zona di interesse come appare in foto satellitari del 2003 e come appare in ortofoto aeree del 1998.




Fig. 1 - Area di interesse, foto satellitare 2003. In verde è riportato il reticolo idrico superficiale come risultava dalla carta tecnica regionale del 1977: esistono ancora i maceri E17 e E18



Fig. 2 - Ortofoto aerea della zona di interesse nel 1998.



INCOLTO AD OVEST DELLA VIA CARETTI


II sopralluogo è stato fatto il 17 maggio 2005. Si tratta di una zona in cui è in corso una ricolonizzazione da parte della vegetazione arborea e arbustiva, come è evidente dal confronto tra le due foto mostrate sopra.

Nel 2005, è stata rilevata la presenza di numerosi arbusti di Rosa canina, giovani piante di Quercus robur, Populus alba, Populus nigra e Populus nigra var. italica. Tra le erbe, è stata notata la presenza di Vinca sp.. Ai margini della zona è presente qualche esemplare di Ailanthus altissima, non ancora invasivo.



Fjg. 3 e 4: Panoramiche dell'Incolto Ovest con cespugli di Rosa canina





Fig. 5 e 6: Giovani esemplari di pioppi bianchi e pioppi cipressini e fioritura di Vinca sp. nell'Incolto Ovest



Le macchie arboreo-arbustive si alternano ad ampie radure con prati ben sviluppati: ci sono bassure, sempre ricoperte da prato, che corrispondono probabilmente ai piccoli bacini irregolari che erano presenti in zona almeno fino al 1977, segnalati dal contorno in verde sovrapposto all'immagine satellitare (Fig. 1). E' presente un canalino di scolo dall'andamento più o meno parallelo alla via Caretti con sponde coperte da vegetazione a sviluppo spontaneo che, a Nord, devia verso est immettendosi sotto la via Caretti: questo canalino inserisce nell'ecosistema un elemento di zona umida che si aggiunge a quello del macero E18 descritto più sotto e alle bassure che possono svolgere il ruolo di prati umidi.


Fig. 6 - Panoramica di una radura entro l'incolto Ovest. Fig. 7 - il canalino di scolo che attraversa l'incolto a sud immettendosi sotto la via Caretti.



L'incolto termina verso nord con un piccolo frutteto abbandonato, con piante disposte in filari paralleli, che si trova in continuità con il macero E18.

Sono state avvistate spesso lepri che si spostano tra est e ovest, incontrando grossissime difficoltà nell'attraversamento della via Caretti.


E 17 - MACERO DI VIA M.W. MASSARI, A NORD DELLO SCOLO S. ROCCO

II macero venne censito il 17 maggio del 2005 e inserito nel database del museo con la sigla E17. Si trova in prossimità di abitazioni di recentissima costruzione. Lo specchio d'acqua libera è da allora lungo 70 metri e largo 15 metri.


Figg. 8 e 9: a sinistra, il macero E17 come appariva il 17 maggio 2005, inquadrato da sud: si noti in primo piano il terreno riportato di recente; a destra invece come appariva il macero inquadrato da nord in successivo sopralluogo del 25 luglio 2005: il terreno riportato è già stato colonizzato dalla vegetazione erbacea.




All'inizio del 2005 il costruttore che operava nella zona decise autonomamente e improvvisamente di chiudere il macero perché allora alimentato dallo scolo S. Rocco, canale di bonifica che riceve talvolta, in caso di forti precipitazioni, anche acque nere di scarichi fognari.

I cittadini residenti in zona, allarmati dall'improvvisa azione, avvertirono il corpo di polizia municipale e l'intervento di chiusura venne fermato; il costruttore però aveva già, per sua dichiarazione, interrotto la comunicazione tra macero e scolo S. Rocco. Quindi, il macero non dovrebbe più essere collegato alla rete idrica superficiale; all'epoca del sopralluogo erano presenti però tubi che scaricavano nel macero acqua provenienti dalla strada adiacente.

Fig, 10 - Scarichi irregolari che sboccavano nel macero



In passato, il macero E17 era stato considerato per l'inclusione in un progetto di museo-parco naturalistico presentato nel 1998; possediamo una foto scattata in quel periodo che alleghiamo:

Fig. 11 - II macero E17 in via Massari come appariva nel 1998



Nonostante la parziale chiusura, il macero conteneva ancora nel 2005 una buona quantità di acqua. Lungo le sponde erano presenti piccole macchie di Phragmites australis e alcune piante morte e vive di salice (Salix alba); nel prato circostante il macero erano presenti caprifoglio, salici, sambuco, aceri (non rilevata la specie), pioppo bianco. Notizie recenti segnalano anche Rumex crispa e Ranunuculus scelleratus

Non è stata avvistata vegetazione acquatica; nella parte parzialmente interrata, meno profonda, sono stati notati fenomeni di anossia con risalita di bolle di gas dal fondale.

Le sponde del macero nella zona non interrata erano a scarpata brusca; il Phragmites non si estendeva verso il centro del bacino, suggerendo una profondità ragguardevole.

Come fauna, venne rilevata la presenza di gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), specie inclusa nella Direttiva "Uccelli", e di rane di specie non rilevata ma sicuramente autoctone; i cittadini della zona segnalano tutt'ora la presenza di testuggini d'acqua dolce ma si tratta probabilmente dell'alloctona Trachemys scripta. Erano presenti anche giovani esemplari di pesci, forse pesci gatto (lctalurus melas).

L'acqua era molto scura, torbida: l'ecosistema è stato considerato complessivamente scadente.

Attualmente, è presente il gambero rosso della Lousiana Procambarus clarkii, specie alloctona invasiva, ma viene segnalata anche la presenza di molti girini di Rospo smeraldino (Bufo viridis), specie inclusa nell'allegato IV della Direttiva "Habitat".


E18 - MACERO AD OVEST DELLA VIA GARETTI E A SUD DELLO SCOLO S. ROCCO


Il macero è stato censito il 25 luglio 2005 e inserito nel database del museo con la sigla E18. Seppure quelli fossero giorni piuttosto siccitosi, l’acqua era presente.

Il macero, lungo circa 70 metri e largo 15, è circondato da una fìtta vegetazione a Phragmites australis; sono poi presenti varie piante comuni e tipiche delle nostre zone, tra le quali salici (Salix alba) e il rampicante Bryonia dioica; all'interno del macero sono presenti resti di potature di frutteto: infatti, in prossimità del macero c'è un frutteto abbandonato.

Durante il sopralluogo è stata avvistata di sfuggita una tartaruga acquatica, che potrebbe essere Emys orbicularis, specie inclusa negli allegati della Direttiva Habitat anche se non è escluso che possa invece trattarsi di specie alloctona. Nell'estate 2006 sono state avvistati tre esemplari di Nitticora (Nycticorax nycticorax), specie inclusa nella Direttiva "Uccelli"che usavano i rami secchi di alcuni alberi come posatoio.

Le sponde a nord e a sud del macero scendono gradualmente verso l'interno del bacino, creando due estremità impaludate: è una circostanza favorevole sia per gli anfibi che per gli insetti che in acqua si riproducono e svolgono il ciclo larvale e devono poi far emergere i nuovi individui facendoli uscire dall'acqua.

Quasi al centro del macero c'è un piccolo isolotto, anch'esso colonizzato da Fragmite.


Fig. 12 - Macero E18, ad ovest della via Caretti e a sud dello scolo S. Rocco: si noti la fitta vegetazione a Phragmites australis luneo le soonde e, a sinistra, sul piccolo isolotto centrale.


Fig. 13 - Scarti di potatura accumulati nel macero E 18. > Complessivamente, al macero E18 è stato attribuito un buon valore ecosistemico.


PROBLEMATICHE AMBIENTALI DELLA ZONA


La zona è stata urbanizzata negli ultimi anni, come venne previsto dal Piano Regolatore del 1995: la via Caretti è un'ampissima strada di circonvallazione, affiancata da un'ampia pista ciclo-pedonale: il tutto determina una profonda separazione tra le zone incolte ad est e ad ovest della strada stessa, frammentando il paesaggio.

A nord e a sud degli incolti, si sono sviluppati degli ampi insediamenti residenziali e centri commerciali di notevole dimensione.

I piani regolatori prevedevano la costruzione di altre abitazioni anche a sud dell'Incolto Ovest: nella Fig. 1 sono evidenti i tracciati di urbanizzazione.

Però, la costruzione di nuovi edifici si è interrotta quando è emerso che quella zona presenta problemi di inquinamento della falda superficiale dovuto a CVM e altre sostanze, problemi in un qualche modo collegati alle attività estrattive che alimentavano la fornace che esisteva in zona.

Inserisco l'immagine di una mappa dell'inquinamento della zona (Fig. 14), immagine tratta da una presentazione pubblica dell'aprile del 2005 sulle indagini ambientali condotte dal Consorzio Ferrara Ricerche per incarico del Comune di Ferrara. Il file in Power Point mi venne a suo tempo inoltrato dal Servizio Ambiente del Comune di Ferrara, che è il soggetto al quale rivolgersi per avere tutte le notizie del caso. So che sono previsti interventi di ripristino ambientale ma non so con quali modalità e tempi.



Fig. 14 - Mappa dell’inquinamento da CVM nell'Incolto Ovest (fonte: Servizio Ambiente, Comune di Ferrara)


Comunque, dal confronto fra la Fig. 14 e l'immagine satellitare (Fig. 1), si può già vedere come alcuni dei focolai più consistenti interessino direttamente l'Incolto Ovest, essendo prossimi alle bassure ricoperte da prato descritte più sopra e interessando direttamente il canalino di scolo che attraversa l'incolto.

Da quanto mi è stato comunicato dal Servizio Ambiente del Comune (Ing. Alberto Bassi), la falda presenta un gradiente acquatico da sud verso nord; il Servizio ritiene che sia assai poco probabile che i problemi della falda possano raggiungere il macero E17 poiché i flussi verrebbero contrastati dalla presenza del canale di bonifica S. Rocco.


INTERVENTI PROPOSTI


In attesa che vengano definiti e realizzati i previsti interventi di bonifica della falda, si propone che l'Incolto Ovest, situato a sud del Canale S. Rocco e interessato dai problemi di inquinamento, venga lasciato a sviluppo spontaneo, limitandosi al controllo di eventuali espansionidegli alloctoni ed impedendo la completa colonizzazione delle zone a prato da parte di alberi e arbusti: infatti, il prato, come accade per esempio nella zona della golena di Pontelagoscuro, dove esistono delle radure intercalate agli alberi che vennero reimpiantati circa 25 anni fa nella zona di rispetto dell'acquedotto, può sostenere una buona biodiversità complessiva.

Sarebbe auspicabile un intervento di connessione ecologica tra i due incolti ad est e ad Ovest, superando la barriera ecologica costituita dalla Via Caretti

Si propone invece una valorizzazione anche didattica dell'area in cui si trova il macero E17, sistemando le sponde, conferendo loro una pendenza graduale più favorevole alla risalita di Anfibi e altri adulti emergenti, aumentando piante in grado di effettuare una fitodepurazione dell'acqua come Typha spp. e Iris pseudacorus, approfittando dell'estremità ribassata dal parziale interramento per insediare piante tipiche dei prati umidi delle nostre zone. Attorno al macero potrebbero essere aumentati gli arbusti inserendo specie come Cornus sanguinea e Cornus mas, ligustro, eccetera e si potrebbe anche pensare alla realizzazione di una siepe che delimiti questa zona valorizzata collegandola all'incolto Ovest, passando sopra il canale S. Rocco, con il vantaggio di mitigare gli "effluvi" che a volte risalgono dal canale stesso.

Potrebbe essere inserita una cartellonistica esplicativa, che illustri non solo i nomi delle specie presenti ma, in modo molto sintetico, anche le problematiche ecologiche legate alla biodiversità.


*A cura della d.ssa Carla Corazza, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara.



RELAZIONE PROGRAMMATICA


Tipologia di Area Protetta prescelta (motivazioni di coerenza con la L.R. 6/2005)

Il territorio in esame è stato proposto alla Provincia di Ferrara per l’istituzione di un’ “Area di Riequilibrio Ecologico” (A.R.E.) dal Comitato di Cittadini “Parchino Schiaccianoci”, sorto nel 2003, raccogliendo l’esigenza di partecipazione alla “cosa pubblica” espressa da molti Cittadini residenti nelle zone comprese all’interno di quella parte di territorio circoscrizionale chiamato “Borgo Punta”, nella periferia est della Città di Ferrara.

L’obiettivo è quello di elaborare proposte e attivare iniziative finalizzate al miglioramento della qualità della vita sociale e ambientale della zona.

Attualmente il Comitato è interlocutore riconosciuto nell’ambito della realizzazione dei Piani Particolareggiati di Quartiere della Circoscrizione Zona Est.

La proposta in oggetto riguarda la progettazione di un’A.R.E. nell’ampia fascia di terreno verde e agricolo che costeggia Via Caretti, da Via dei Gerani a sud, al parcheggio posteriore del Centro Commerciale “Le Mura” a nord, compreso il macero di Via Massari, creando una vera e propria “area boschiva periurbana”, che possa fungere da “polmone verde” a questo comparto orientale della Città e al contempo costituisca uno strumento per la didattica e l’educazione ambientale per le scuole, i giovani e la cittadinanza.

E’ noto, infatti, ed ampiamente documentato nella bibliografia di settore, che il verde urbano e periurbano è uno degli elementi principali e tra i più efficaci per il miglioramento del microclima locale e per l’abbattimento degli inquinanti che affliggono le città, soprattutto se si utilizzano specie arboree ed arbustive idonee, nonché fulcro per l’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione, di informazione e di educazione ambientale per tutti i cittadini. Va sottolineato a tale proposito che anche il “Piano Provinciale di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria” della Provincia di Ferrara – Art. 28 delle Norme Tecniche di Attuazione - prevede tali “Piantumazioni compensative”.

Si ritiene che l’individuazione e l’istituzione di un vincolo di tutela ambientale, quale l’Area di Riequilibrio Ecologico ai sensi della L.R. n. 6/2005, risponda pienamente alla richiesta e agli obiettivi illustrati, in quanto “area in corso di rinaturalizzazione, di limitata

estensione, inserita in un ambito territoriale caratterizzato da intensa attività antropica che, per la funzione di ambiente di vita e rifugio per specie vegetali ed animali, potrà essere organizzata in modo da garantirne la conservazione, il restauro, la ricostituzione”.

La denominazione dell’A.R.E. “Schiaccianoci” deriva dalla scelta effettuata dai giovani attraverso apposito “referendum” che ha coinvolto le scuole locali.


Definizione della perimetrazione

Confini:

EST Scolo S.Lazzaro

NORD Scolo Casalecchio

SUD Via dei Gerani

OVEST Centro Sportivo Frutteti


Superficie ettari: 22. 16.16


Finalità e obiettivi istitutivi specifici


In riferimento alle finalità istitutive di cui all’art. 5 della L.R. n. 6/2005, l’A.R.E. in oggetto, in relazione alle caratteristiche proprie e al peculiare contesto territoriale, si propone:

la conservazione delle specie animali e vegetali autoctone e degli habitat seminaturali, il mantenimento della diversità biologica, la preservazione delle caratteristiche paesaggistiche presenti, la valorizzazione delle specificità culturali e storiche tradizionali;

la ricerca scientifica in campo naturalistico multi e interdisciplinare, la sperimentazione, l’educazione ambientale e la formazione;

la promozione sociale e culturale delle popolazioni residenti;

il recupero, il ripristino e la riqualificazione degli ambienti seminaturali e degli assetti paesaggistici, storici e culturali degradati;

la valorizzazione dell’area a fini ricreativi compatibili.


Gli obiettivi istitutivi specifici, pertanto, vengono individuati nei seguenti:


conservazione di un “polmone verde” ad est della Città di Ferrara;

realizzazione di interventi di miglioramento ambientale, soprattutto attraverso l’incremento di specie arboree ed arbustive autoctone ed idonee;

organizzazione di attività di educazione ambientale condotte dal Laboratorio di Ecologia del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara;

organizzazione di iniziative sociali rivolte ai Cittadini e ai giovani sui temi dell’ambiente, quali “La Festa dell’Albero” al fine di farla divenire una “tradizione” radicata e punto di riferimento per l’intero territorio provinciale, nonché la messa a dimora di “un albero per ogni nuovo nato” del Comune di Ferrara.


Azioni, misure e norme per la tutela dell’area e norme di salvaguardia

Nell’A.R.E. in oggetto potranno essere realizzati esclusivamente i seguenti interventi ed attività:

interventi di ripristino ambientale, di riforestazione, di manutenzione forestale e ambientale, di ricerca scientifica, di educazione ambientale, di iniziative sociali compatibili con la tutela ambientale.





Esigenze di adeguamento degli strumenti urbanistici vigenti

L’A.R.E. in oggetto viene classificata come “subambito di riqualificazione ambienmtale e paesaggistica” e “area di riqualificazione paesaggistica ed ambientale” nel P.S.C. del Comune di Ferrara in corso di adozione.


Azioni prioritarie da attuare per la tutela e la valorizzazione dell’area:

tutela e recupero ambientale delle zone umide esistenti e delle macchie alberate;

interventi di messa a dimora di piante autoctone;

organizzazione annuale della “Festa dell’Albero”;

attivazione di studi e monitoraggi ambientali;

attivazione di iniziative di educazione ambientale.


Potenziale ruolo della nuova Area nel sistema regionale delle Aree Protette e nel sottosistema provinciale

Nell’ambito del Sistema Provinciale delle Aree Protette, le caratteristiche “perturbane” dell’A.R.E. in oggetto sono da considerare peculiari, e certamente uniche per quanto riguarda la gestione didattica da parte del Museo di Storia Naturale di Ferrara, la gestione sociale “condivisa” con i Cittadini attraverso l’apposito Comitato Civico, l’organizzazione della tradizionale “Festa dell’Albero”, già avviata nel corso delle annate precedenti e da potenziare.

Nell’ambito del Sistema Regionale delle Aree Protette, l’A.R.E. “Schiaccianoci” si configura come una peculiare area dalle caratteristiche rurali conservate in un contesto “periurbano”.


Definizione della struttura dell’Ente di gestione dell’Area Protetta

Come prevede l’art. 54 della L.R. n. 6/2005, attraverso l’atto istitutivo dell’A.R.E., la Provincia provvederà ad attribuirne la gestione al Comune di Ferrara.

Tale gestione potrà anche essere attuata mediante apposito “Protocollo d’Intesa” tra la Provincia di Ferrara, il Comune di Ferrara (Assessorato Ambiente, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, Circoscrizione Zona Est) e il Comitato Civico “Parchino Schiaccianoci”.

Gli Organismi di consulenza scientifica individuati per la gestione dell’A.R.E. sono: il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara e l’Università degli Studi di Ferrara.

Le forme partecipative dei portatori di interesse individuate sono: il Forum Agenda 21 Locale; il coinvolgimento gestionale del Comitato Civico “Parchino Schiaccianoci”.


Oneri necessari per l’attuazione delle azioni prioritarie:

investimenti di primo impianto:

in riferimento alle Azioni prioritarie da attuare per la tutela e la valorizzazione dell’area, quali tutela e recupero ambientale delle zone umide esistenti e delle macchie alberate;

interventi di messa a dimora di piante autoctone;

Euro 20.000=


spese di gestione annuali, quali

attivazione di studi e monitoraggi ambientali;

spese di manutenzione ordinaria;

spese per iniziative di informazione e di educazione ambientale;

spese per l’organizzazione annuale della “La Festa dell’Albero”;

Euro 10.000=


CARTOGRAFIA: allegata


ATTI AMMINISTRATIVI PROVINCIALI: verranno trasmessi alla Regione E-R., non appena esecutivi.

RESOCONTO DELLA CONSULTAZIONE DI ALTRI SOGGETTI ISTITUZIONALI INTERESSATI E PORTATORI DI INTERESSE: allegato.